INTERVISTA A DANIELE PARDI – IL MIO MOTOCROSS

E’ un momento difficile in generale, logicamente lo è anche per il motocross. Non si può uscire di casa, quindi allenamenti fatti alla bene e meglio e niente moto, non si sa nemmeno fino a quando…..

Questo virus ha condizionato la vita di tutti, anche quella di uno dei giovani manager del motocross nazionale, Daniele Pardi.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere per spezzare, seppur per cinque minuti, quel senso di vuoto che pervade tutti noi appassionati e addetti ai lavori.

Un intervista molto curiosa, Daniele ha spaziato in tutti gli ambiti che riguardano il suo lavoro e la sua passione……buona lettura!!

Daniele con i suoi ragazzi, vecchi e nuovi. Alla sua sx c’è un pilotino che va davvero forte…….diremmo un suo pupillo

Ciao Daniele, benvenuto su MXREPORT.

Partiamo ahi noi dall’argomento del momento, come è cambiata la tua vita negli ultimi quindici giorni?

Ciao ragazzi, vi ringrazio per questa opportunità, con quello che sta accadendo nel mondo avere modo di parlare un po di sano motocross fa sicuramente tanto piacere!

La mia vita come quella di tutti gli appassionati del movimento motocross è cambiata parecchio!

Non siamo proprio abituati a stare lontano dalle piste, l’astinenza da cross è una brutta bestia, ma purtroppo è importante che ognuno di noi faccia la propria parte stando a casa!

 

Per una struttura come la vostra diventa un momento veramente duro, come lo affrontate e come seguite i ragazzi anche a distanza?

Noi siamo pista dipendenti, toglierci la parte pratica vuol dire escludere il 90% della nostra attività.

Al momento i ragazzi seguono dei programmi di allenamento atletico, e quando si paventerà l’opportunità di poter tornare in pista avranno dei carichi di lavoro maggiorati per rientrare nella massima condizione possibile.

Con loro comunichiamo facilmente tramite telefonate, dirette e whatsapp, tutto utile per mantenere sempre il morale del gruppo alto.

Sappiamo che sarà una stagione anomala, fondamentale essere in condizione da subito perché i campionati saranno corti e schemi e programmi di preparazione invernale sono saltati.

Il 2020 è iniziato con nuove sfide, il binomio Pardi KTM e qualche pilota nuovo, qui Daniele con Matteo Russi a Mantova nell’ultima prova degli Internazionali

Il Pardi racing, tu e tuo padre siete impegnati al 100% nel motocross. Vuoi spiegare, per far capire ai lettori, come si svolge una tua giornata tipo?

La sveglia suona piuttosto presto, intorno alle 6, prima parte delle mattinata vola via tra pc, gestione dei rapporti con le aziende, lavori di grafica ecc, nel frattempo, intorno alle 9 l’officina si anima con la preparazione delle moto per l’allenamento odierno.

A cavallo di pranzo poi, confluiti tutti i ragazzi presso la nostra sede, si parte per l’allenamento fino a buio, rientro e manutenzione delle moto fino a ora di cena!

insomma una bella routine animata poi ovviamente nel week end dalle trasferte per le gare.

 

I ragazzi, un mondo tutto da scoprire, che ne pensi di queste ultime generazioni? Come cambia l’approccio con loro di anno in anno?

Sulle ultime generazioni avrei da parlarne per ore, posso però dire che i ragazzi che praticano motocross con impegno si distinguono favorevolmente dalla massa.

Con loro ho un rapporto bellissimo, di anno in anno, mutano, cambiano, seguono l’andamento della società e molte volte mi imbatto in problematiche che sono ben conosciute a tutti.

a differenza di anni fa, bisogna per forza di cose essere un esempio per loro!

In pista, invece, i nostri metodi sono piuttosto collaudati, un piccolo passo verso di noi preferiamo che lo facciano loro se vogliono imparare.

Nel 2019 anche il titolo italiano junior 85 con Mancini

Tanti ragazzini uguale tanti genitori, come ti rapporti con loro? Quali sono gli aspetti più belli e quelli più delicati da affrontare?

“i genitori” sono un aspetto fondamentale per chi come me pratica questo lavoro.

Con i genitori bisogna relazionarsi spesso, bisogna capire che per loro il pilota in questione è loro figlio, e per questo tante volte bisogna essere paziente e accondiscendente.

Fondamentale è imporre le regole, farle rispettare e mantenere il giusto equilibrio.

Creando un rapporto di fiducia reciproca, rispetto dei ruoli, il dispendio delle risorse nel modo corretto, il genitore può essere davvero la chiave di volta della carriera dei propri figli!

 

Hai avuto sicuramente un grande maestro. Papà Giuliano ti ha cresciuto a pane e motocross. Ci dici come si è evoluto il vostro rapporto fino al giorno d’oggi?

Mi permetto una battuta, “direi senza il pane”…..ho mandato giù il motocross nella maniera più assoluta del termine!

Il nostro rapporto ha avuto una parabola piuttosto accentuata e ora vi svelo il perché.

Ho trascorso un infanzia piuttosto turbolenta, ero poco propenso ad accettare consigli, ne tanto meno darla vinta a mio padre! per anni ho soffocato la passione per la moto, giocando a calcio, ottenendo anche buoni risultati!

col passare degli anni, la passione ha prevalso, sono stato trascinato dentro a quello che insieme a mio padre svolgiamo tutt’oggi.

Da lui continuo ad imparare tanto, e la “sfida ad essere il più bravo” che ci divide, probabilmente, è in fondo il nostro legame più grande.

Vi invito a passare una giornata con Giuliano per capire realmente quello che è per lui questo mondo.

Il binomio padre e figlio, motore pulsante del Pardi racing

Oggi anche tu sei padre e marito, come riesci a coniugare i tanti impegni nel tuo lavoro cercando di essere presente il più possibile in famiglia? Hai messo dei paletti per questo?

Più che mettere paletti oggi, diciamo che sono stato piuttosto bravo a trovare una compagna che ha pazienza da vendere!

Gestire, 60 ragazzi della scuola,gli allenamenti, l’attività agonistica del team con tutte le problematiche del caso, vi assicuro che non è semplice e a fine giornata lo stress accumulato è parecchio!

I momenti per riposare sono davvero pochi e si concentrano ovviamente nei pochi spazi dedicati alla famiglia che reclama attenzioni.

Insomma è dura…ma ci impegniamo!

 

In un periodo storico dove manca sempre di più l’apporto economico da parte di sponsor, sia tecnici che extra settore, come credi possa andare avanti uno sport come il motocross?

Questo è un tasto sicuramente dolente, e soltanto quando il problema “corona virus” sarà passato ci renderemo conto dei danni economici che tutto questo ha causato!

La crisi economica ha già fatto una grande selezione naturale di team, società e purtroppo piloti, bisogna aspettarsi lo stesso anche tra poco purtroppo.

Se agli appassionati della domenica tocca poco il problema, per chi affronta campionati e attività agonistica mi aspetto che si riveda qualcosa sotto il punto di vista della regolamentazione dei campionati.

Meno gare significa meno trasferte e quindi meno spese, accorpare campionati significa maggiori introiti per gli organizzatori, e una distribuzione oculata dei montepremi per venire incontro alle aspettative dei piloti.

Gli organi federali sapranno sicuramente quali tasti toccare.

 

Quali sono le parole che usi per i ragazzi che si approcciano a questo sport? Nel vostro team ci sono un sacco di piloti giovanissimi…..

Dimostrare loro di essere dalla loro parte, che la figura mia e quella di mio padre può essere determinante è fondamentale.

Il loro successo è anche il nostro e viceversa.

Con i più piccoli costruiamo il rapporto sul divertimento, sulla crescita sportiva e individuale, mentre, con i grandi per fortuna esistono due dati oggettivi e imprescindibili dalla nostra parte: cronometro e classifiche.

Se il rapporto team/pilota funziona generalmente i risultati non tardano ad arrivare.

 

Parliamo da appassionati – intenditori. Quali sono i piloti che ti piacciono parlando sia del Mondiale – Europeo, sia del mondo USA?

Questa è una bella domanda! Mi piace osservare e seguire la crescita dei piloti.

Tra tutti, soprattutto per quello che ha fatto nel 2019, Jorge Prado rappresenta a mio avviso la massima espressione del motocross moderno per tecnica, essenzialità dei movimenti e concretezza nei risultati; anche il recente Tim Gaiser mi ha impressionato notevolmente!

Nel panorama Europeo faccio fatica fare nomi, ma dico volentieri il nome di due italiani, il primo è Valerio Lata il quale ha veramente le carte in regola per poter essere il pilota del futuro per qualità tecniche e caratteriali.

Poi ovviamente facendomi questa domanda, non puoi negarmi di fare il nome di Andrea Adamo.

Su Andrea sarò anche di parte, ma è quello che più di tutti ha fame di arrivare e sono sicuro che ha ancora un bel margine di miglioramento davanti a lui.

Piloti USA, restando sul parametro talento, seria attenzione a Ryder Di Francesco perché è un predestinato; Pro Circuit, Kawasaki, lo stesso Mc Grath hanno puntato risorse ed energie per fare di questo ragazzino il pilota della riscossa americana, e io l’ho visto dal vivo.

Gli ultimi consigli prima del via

Tu che hai tastato un po’ il mondo USA delle corse per i ragazzini, ci puoi dire quali sono le differenze che hai notato tra noi e loro?

Differenze sostanziali: mentalità e personalità.

Dalla nostra abbiamo a mio avviso un approccio più metodico, più razionale, che ci porta ad essere più professionali sia in pista che fuori.

Dalla loro hanno una mentalità più estroversa, più foga, cattiveria agonistica e la personalità da campioni fin da piccoli.

Fare paragoni è molto difficile perché il contesto gara è troppo diverso!

Gare da 1500 piloti di 5 giorni, dove PRO e bambini fino a 6 anni corrono 3 manches al giorno e possono partecipare contemporaneamente a 3 categorie.

Incredibile l’impatto emotivo…Affascinante!

 

Ci dici gli aspetti più appaganti del lavoro che fai?

L’aspetto più appagante è ovviamente il raggiungimento del risultato.

L’orgoglio nel vedere riproporre dai ragazzi gesta e aspetti tecnici provati in allenamento fino allo sfinimento quale può essere ad esempio un sorpasso;

Le lacrime di gioia di una mamma nel vedere il proprio figlio raggiungere obbiettivi prima d’ora impensabili.

Ovviamente ci sono anche poi aspetti strettamente aziendali quali il raggiungimento di collaborazioni importanti come è stato quest’anno tra il nostro Team e KTM.

 

Quali sono le cose di cui non riesci a fare a meno del motocross? Se ne hai fatto il tuo lavoro qualcosa di irrinunciabile ci deve essere….

Fino a 15 giorni fa ti avrei risposto, la pista, ma abbiamo sfatato per forza maggiore questo mito. Non riesco a fare a meno sicuramente delle soddisfazioni dei risultati, le emozioni trasmesse dai ragazzi.

 

Grazie del tuo tempo Daniele, nel salutarti se volessi aggiungere qualcosa a questi argomenti ti lasciamo libero sfogo…..

Rinnovo i ringraziamenti a tutto il vostro staff per l’incredibile lavoro svolto nei campi di gara! Siete una grande vetrina per il motocross italiano, complimenti!

Poi non mi resta che ringraziare tutti i lettori con la speranza di vederci presto in pista. Grazie

 

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