ARCO DI TRENTO PRESTIGIOSO

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La gara che segna l’inizio della seconda metà del cammino dell’italiano Prestige ha rimescolato le carte nelle posizioni alte di classifica. Prosegue anche il cammino della rookies cup 125.


Il Ciclamino di Arco di Trento è tornato ad ospitare una prova del massimo campionato italiano prestige, dopo 4 anni di assenza. Nulla da dire sull’impianto ed i servizi annessi ormai rodati da un decennio di gare mondiali. La cornice di sfondo fa la sua parte ogniqualvolta si alza il naso all’insù, e ci si incanta a guardare la maestosità delle rocce dolomitiche.

 

Azzeccata anche la scelta della data, da queste parti la vicinanza con il lago di Garda mitiga anche la calura estiva e il vento di sabato e di parte della domenica è stata una autentica manna dal cielo per togliere un po’ di calura. Da altre parti, leggasi pianura padana, sarebbe stato un weekend ben più arduo.

 

Il terreno di gara direi sapientemente lavorato dallo staff del motoclub coadiuvato dal gruppo di lavoro FMI e il promoter FxAction non ha presentato criticità e come spesso accade il sabato è stato lasciato meno bagnato e più scorrevole, anche se il vento e il caldo torrido hanno fatto alzare un po’ di polvere a metà pomeriggio. La domenica mattina invece l’abbondante irrigazione della notte ha reso il circuito più impegnativo per tutti, soprattutto per i giovani della rookies cup che sono le nostre promesse del futuro e sono stati annessi a questo campionato con l’intento di crescere ed accumulare esperienza.

Non eravamo ai livelli di Faenza in quanto a difficoltà del tracciato, ma nessuno credo si sia annoiato nel percorrerlo la domenica.

 

La pista ha emesso i suoi verdetti, come sempre, veritieri o meno che dir si voglia. Le classifiche di fine giornata parlano chiaro. Purtroppo, le molte assenze hanno pesato sugli esiti e qualcuno ne ha approfittato per prendersi la sua gloria di giornata.

Nella MX1 assente l’Albertone nazionale (Forato) e il suo predecessore (come dominatore della categoria) Lupino, Nicholas Lapucci si è preso sulle spalle l’onere del battistrada anche se non è stata una passeggiata per lui.

Dopo la brillante vittoria di gara-1, condita da uno spettacolare nac-nac all’arrivo, ha derapato troppo nella curva a 180° al via di gara-2 e si è fatto sfilare da una trentina di piloti. Ha rimediato con una rimonta furibonda fino al terzo posto che lo ha portato alla vittoria assoluta. La sua maturazione nella classe 450 continua, ora servirebbe qualche risultato di rilievo nel Mondiale per alzare ancora di più la fiducia.

Lo hanno accompagnato sul podio lo svedese del team JK Racing Alvin Ostlund vincitore di gara-2 e Giuseppe Tropepe che sta dimostrando di essere in un ottimo periodo dopo i bei risultati nell’Europeo Open.

 

Sul podio avrebbe meritato di salirci anche l’autore della pole Filippo Zonta, che sta arrivando nei piani alti della classifica dopo un inizio di stagione sofferto. Secondo in gara-1 dove ha dimostrato di avere un passo da vincitore, al via della seconda manche l’inghippo alla prima curva innescato da Lapucci lo ha fatto partire ultimo con altri piloti. Il suo rimontone lo ha portato al sesto posto finale, che non gli è bastato per salire sul podio. Aspettiamo Filippo lassù tra i primi tre quanto prima.

Lorenzo Locurcio, il sudamericano, completa la top-five, per lui tanti jolly giocati in gara per il secondo pilota più veloce delle qualifiche del sabato.

Rimandati a settembre, o meglio fine agosto per la prossima prova di Fermo, i vari Croci, De Bortoli e Bersanelli che tra rotture, cadute e forma fisica da recuperare non si sono espressi al meglio tra i sassi trentini.

Joakin Furbetta 2° dei Fast MX1

Giulio Nava ringrazia l’errore nel finale di gara di Furbetta, scivolato in curva, che gli consegna la vittoria di giornata tra i Fast MX1. Joakin da quanto era arrabbiato ha “bucato” anche la foto del podio, per la nostra felicità.

La tabella rossa di leader MX1 Elite rimane nelle mani di Forato, che conserva 200 punti di vantaggio su Lapucci in vista delle ultime due prove. Ostlund a -30 punti da Nicholas non permette ai due italiani di dormire sonni tranquilli.

 

Nella MX2 sono ancora le moto bianche e rosse di Maddii a fare il passo, ma stavolta Cornelius Tondel non ha portato a termine la sua gara per una violenta caduta che pare non avergli lasciato strascichi. Il norvegese ha sommato un doppio zero scivolando in classifica al terzo posto.

A prendere il testimone è stato l’altro pilota di Maddii Hakon Osterhagen, che domina entrambe le manche con distacchi importanti su tutti gli altri, eccetto l’attuale leader del campionato Jan Pancar che è stato l’unico a tenerne il passo e il ritmo.

Lo sloveno, che da quest’anno corre con un team in proprio, ci ha preso gusto e continua a macinare km nelle nostre piste, facendo progressi anche nel Mondiale MX2 dove nelle ultime gare corse su terreni duri si è messo in mostra spesso nella top-ten. Da ricordare la sua rimonta nella seconda manche iniziata dalla seconda metà del gruppo al via e terminata al secondo posto preso nel finale ai danni di un incredulo Paolo Lugana.

Finalmente nei piani alti Federico Tuani, autore di due manche toste. Ha iniziato nel migliore dei modi con due belle partenze, ed ha guidato di testa e carattere per ottenere due quarti posti e la soddisfazione del podio.

Un podio che poteva essere anche di Valerio Lata, dopo quello di Faenza della scorsa prova, ma il laziale dopo il bel terzo posto di gara-1 nella seconda è stato atterrato in partenza ed è ripartito un po’ rintronato e ultimissimo. Lata ha limitato i danni ed è stato comunque il quarto di giornata della MX2.

Prestazione buona a metà per Lugana, secondo per quasi tutta gara-2 fino a quando è arrivato l’uragano Pancar, nella prima manche troppi errori lo hanno relegato fuori dalla top-ten.

 

Bravo anche Lorenzo Ciabatti, che inizia a prendere fiducia e velocità dopo le belle prestazioni nel campionato europeo. Per il pilota di MaxBart due concreti sesti posti.

Bello vedere là davanti anche Pietro Razzini, fresco di cambio casacca dal team Diana a Motormix, ma sempre con la Husqvarana. Nella seconda manche è partito davanti ed è rimasto nei primi tre fino a che un contatto con un altro pilota gli ha fatto perdere due posizioni.

Stagione da dimenticare o quasi per Emilio Scuteri, ancora infortunato al ginocchio e praticamente out per tutto il resto dell’anno. Speriamo almeno di rivedere le bellissime TM del team Steels al via delle ultime due gare dell’anno.

 

Andrea Rossi rimane padrone della Fast, nonostante abbia dovuto fare i conti con due cadute nella tremenda prima curva di Arco. Il titolo sembra ampiamente nelle sue mani a meno di catastrofi, anche perché non c’è un vero antagonista.

Stavolta sul podio sono saliti i giovani Ruffini e Valeri, con il marchigiano che sale anche al secondo posto in campionato.

 

“Ferro” Zanchi vince gara-2

Il trofeo rookies cup ha fatto emergere alcuni valori importanti tra il nostro vivaio. Togliendo l’olandese Valk, attuale leader del trofeo e dell’europeo, possiamo contare su diversi ragazzi veloci come Simone Mancini, Brando Rispoli oltre al già “emerso” Ferruccio Zanchi che si è imposto di autorità nella seconda manche di Arco dopo il ritiro per noie meccaniche di gara-1.

Il marchigiano Mancini ha fatto già vedere cose notevoli nell’Europeo nonostante sia al suo primo anno tra i “grandi” e senza mettergli troppa pressione lo attendiamo ad altre conferme nelle imminenti prossime gare.

Simone Mancini è un ragazzo da tenere d’occhio

 

Nella top-5 anche il coriaceo ungherese del team Pardi Noel Zanocz, ottimo terzo in gara-1 e Alessandro Gaspari, il ragazzo del Dream Team prosegue la sua crescita ed è un altro giovane da tenere d’occhio.

 

La carovana del tricolore Prestige si è data appuntamento dopo le ferie nelle Marche al Monterosato di Fermo, dove ci sarà la novità della categoria femminile. Ci vediamo in pista il 27-28 agosto ragazzi e mi raccomando non rilassatevi troppo!

 

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