CAIROLI – ROSSI SARA’ L’ANNO DELL’ADDIO?

Antonio Cairoli e Valentino Rossi, sono le due icone di MXGP e MotoGP, campioni indiscussi che insieme hanno innalzato il livello di popolarità dei rispettivi sport, si apprestano a vivere un’annata decisiva per il loro futuro sportivo.


Il 2020 può essere per entrambi un bivio epocale, l’anno che può segnare il passaggio di consegne alle nuove generazioni di piloti.

Sia il campione nativo di Patti in Sicilia  (34 anni), che quello di Tavullia (41 anni) sono in scadenza di contratto con KTM e Yamaha. Tutti e due aspettano di vedere il loro livello di competitività per decidere del loro futuro, purtroppo la situazione attuale non aiuta, con la sospensione di tutte le attività sportive per la pandemia globale.

Perciò dovremmo attendere estate inoltrata per avere i primi responsi, sempre che i vari campionati possano ricominciare tra i mesi di maggio e giugno come annunciato.

Valentino Rossi in versione 2020 (foto: Sport.sky.it)

Da una parte la casa dei tre diapason ha fatto sapere a Valentino di non avere più posto per lui nella squadra ufficiale al fianco di Vinales, ma se il pesarese deciderà di continuare la squadra satellite Petronas SRT sarà pronta ad accoglierlo con un trattamento full factory.

Una scelta dovuta da parte di Yamaha, dato che i contratti nel mondo attuale delle due ruote su asfalto si decidono con sempre maggiore anticipo e la casa giapponese non poteva lasciarsi sfuggire il giovane pupillo Fabio Quartararo già in orbita Yamaha, destinato alla squadra ufficiale nel 2021.

Dall’altra parte il team KTM Red Bull Factory Racing gestito da Claudio De Carli, ormai una famiglia costruita e cementata attorno a Tony Cairoli, potrà aspettare la prima metà di campionato per vedere qual è ancora il livello di competitività del fuoriclasse di Patti. D’altro canto il team con sede a Malagrotta si è tutelato con il prolungamento del contratto del due volte campione del Mondo MX2 Jorge Prado già firmato nella scorsa stagione, fino alla stagione 2023 compresa, un investimento a lungo respiro data la giovanissima età dello spagnolo (classe 2001).

Destini simili per i nostri due campioni, leggende dell’era moderna, che hanno portato tantissimi ragazzi e ragazze ad appassionarsi alle due specialità innalzando a dismisura la popolarità degli sport a motore.

Cairoli durante l’MXGP d’Inghilterra 2020 (foto Davide Messora)

Cairoli ha iniziato la stagione 2020 non al meglio della condizione fisica per via di un infortunio al ginocchio in allenamento che ha danneggiato un legamento. Inoltre la preparazione invernale era iniziata più tardi del previsto per riprendersi completamente dal brutto infortunio alla spalla e relativo intervento chirurgico avvenuto nell’MXGP di Lettonia della passata stagione.

Nelle prime due gare del Mondiale, Inghilterra e Olanda, Tony è stato molto attento a non strafare, ma ha raccolto comunque punti importanti che lo vedono al terzo posto della classifica provvisoria alle spalle di Herlings e Gajser.

Il siciliano compirà 35 anni a settembre, un’età dove in parecchi hanno già smesso ad alti livelli o lo stanno per fare. Tony, come più volte ha dichiarato, ha un’enorme passione per questo sport e dopo 17 anni di Mondiale al top non è per niente stanco di rimettersi in pista o in palestra a macinare ore e ore di allenamento.

Purtroppo però, d’altra parte, gli infortuni vecchi e nuovi e gli acciacchi fisici potrebbero iniziare a condizionare la sua carriera e se Cairoli deciderà di fermarsi è perché non si sentirà più in grado di divertirsi e far divertire come ci ha sempre abituati, il ruolo di comprimario non è quello che gli si addice e non sarebbe il giusto epilogo di una carriera straordinaria. Inoltre l’arrivo del primo figlio Chase Ben,nato il 28 settembre 2019, potrebbe avere un peso sulle scelte future di Antonio.

Noi ci auguriamo che entrambi i nostri campioni continuino per molti anni ancora a calcare le piste e le competizioni iridate, ma se vorranno fermarsi non possiamo fare altro che inchinarci  a loro e a quello che hanno fatto per lo sport in questi ultimi due decenni. Insieme hanno portato in Italia la bellezza di 18 titoli mondiali, nove a testa.

La speranza, infine, è quella di trovare nel più breve tempo possibile qualcuno che possa raccogliere il loro testimone e continuare ad emozionare appassionati e non negli anni a venire.

Cairoli sul podio della prima gara MXGP 2020 (foto Davide Messora)

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